martedì, 02 dicembre 2008,18:46
per uniformarmi alla mia fidanzata
(e poiché splinder non mi offre più spazio gratis per le mie cazzate)
mi sposto anche io:
www.patonzina.wordpress.com
martedì, 02 dicembre 2008,16:50
è sbucato il sole, ora.
e la mia camera si scalda di una luce arancione...disabituata al sole, pensavo fosse una luce elettrica.
guardo fuori seduta sul letto, in un pomeriggio tranquillo in cui ho già fatto abbastanza.
e penso a ciò che vorrei fare.
vorrei non dovr lavorare fino a Natale, senza poter tornare a casa. fortuna che ho un magico calendario pieno di pensieri dolcissimi.
vorrei non arrivare stanca morta senza tutti i regali, ma chissà magari incontro un altro triste ragazzo in carriera sul tragico treno che prenderò la Vigilia.
vorrei che smettesse con la pioggia, il vento, il freddo...in inverno mi sento inceredibilmente brutta, non ci riesco proprio. l'amore per me stessa va in letargo e con esso la voglia provare ad essere carina.
vorrei aver elaborato il lutto, come dice il mio amico...perché certe cose non dovrebbero farmi più così male. e invece me lo fanno. e mi nascondo dietro attimi di felicità, per poi ripiombare nella tristezza del quotidiano.
e mi rimetto la maschera col sorriso, perché io sorrido sempre.
vorrei che le cose belle durassero più di un giorno...vorrei potermi fare un'opinione e mantenerla.
ma non vorrei mai perdere la splendida capacità di stupirmi, in bene e in male.
vorrei poter fare qualcosa per la mia Amica, ma non farò nulla. perché certe scelte e certi sbagli si devono fare da soli. e sarò lì sulla porta quando arriverà per piangere tutte le lacrime del mondo.
vorrei che non facesse così male.
on air, Rem
Everybody hurts
When the day is long and the night, the night is yours alone,
When you're sure you've had enough of this life, well hang on
Don't let yourself go, 'cause everybody cries
and everybody hurts sometimes
Sometimes everything is wrong. Now it's time to sing along
When your day is night alone, (hold on, hold on)
If you feel like letting go, (hold on)
When you think you've had too much of this life, well hang on
'Cause everybody hurts.
Take comfort in your friends
Everybody hurts. Don't throw your hand. Oh, no.
Don't throw your hand
If you feel like you're alone, no, no, no, you are not alone
If you're on your own in this life, the days and nights are long,
When you think you've had too much of this life to hang on
Well, everybody hurts sometimes,
Everybody cries. And everybody hurts sometimes
And everybody hurts sometimes. So, hold on, hold on
Hold on, hold on, hold on, hold on, hold on, hold on
Everybody hurts.
You are not alone.
domenica, 30 novembre 2008,11:49
* io che vado a prendere Louise a casa con PapàIeg. e la madre di Louise che ci guarda preoccupata
* la mia crisi isterica per il vestito...e i nostri amabili problemi con lo specchio
* la mia consulente seduta sul water e io che mi trucco e tento di parlare di cose serie
* i resoconti
* le cose strane che secondo noi succedono solo a noi
* le proposte di uscite di gruppo
* i racconti degli amanti, quelli che ti fanno ridere e quelli che ti fanno piangere
* il chiedersi come si sopravviva, a volte, all'amore
* le zie che giocano a carte e ci guardano perplesse
* le gite a trovare Tore
* le bacinelle di vino rosa improbabile
* i nostri amichetti e il mio amore Michel che mi manca sempre tanto quando è lontano
* gli esserei inquietanti al nostro tavolo (chi erano? e quel collier?)
*"esci da quella gatta!" (questa è di ieri ma mi fa ancora troppo ridere)
*le telefonate scontro e le disorganizzazioni
*Albi e ricky che ci chiedono accessori sessuali gusto mascarpone
*Louise che non vuole andare a infangarsi
*io che voglio andare a fare l'ippopotamo
*Louise che tenta di farmi ragionare
*io che insisto per andare ad infangarmi
*la saggia decisione di andare in una discoteca chiusa (perché poi lo so che avevi ragione)
*il Contest: cocktail a chi rimorchia il peggio
*l'husky e il suo amico mononeurone; lui che mi guarda e mi dice: "hai la faccia da monella!"
*il mio barista preferito
*un uomo di Neanderthal senza pollice opponibile che rovescia un cocktail sulla seta di Louise
*un uomo terribile che mi chiede se conosco un certo Vermeer
*il mio barista preferito
*Leo Modena con camicia aperta e capello improbabile. Dio quanto lo amiamo. Dio che uomo.
*gli uomini con i maglioncini madidi di sudore
*contemporaneamente
*il mio barista preferito
*Louise ancora in vantaggio e io che combatto per vincere il mio cocktail omaggio
*gli scontrini
*il mio barista preferito
*gli scontrini con i numeri di telefono (Compagna di vergogna siamo infallibili)
*fuori spiove
*ridere di niente
*l'ultimo da Alberga
*"Mamma mia con quel rossetto!" e Louise che a sorpresa vince il contest
*sorridere pensando che sia la macchina giusta quella che ti insegue a casa.
...e buonanotte, amica.
Perché è vero,certe cose strane succedono solo a noi.
e io ne sono felicissima.
ps. IPSE DIXIT
un essere maschile uscito dal bagno "scusa..."
noi che passiamo di lì "si?"
lui "è lì" (indicando un punto dietro di noi)
noi "prego?"
lui "è lì...il bagno delle donne"
noi "e allora?"
lui "no, ho visto che stavate entrando in quello degli uomini e.."
no, vecchio, stai tranquillo. stasera non lavoriamo. siamo in libera uscita 
domenica, 30 novembre 2008,11:18
dunque, il mio problema con la linea è dato dalla mia vita sociale.
in un sabato medio in cui sono nella patria modenese, ho dovuto affrontare, nell'ordine:
13.30 pranzo dalla Madre...per la quale non mangio mai e abbastanza, quindi tre belle portate significative
15.30 tè e biscottini in centro con il vicino (o il micino, come preferisce essere chiamato)
16.30 caffè e torta con le amichette
17.30 congestione per il freddo dato dal giro in centro
18.30 proposta di aperitivo (se bevo una birra muoio, ringrazio cordialmente e fuggo)
20.00 metro di pizza con il babbo
22.00 drink con gli amici
24.00 agganciata al bancone della discoteca
nella mia vita non sarò mai magra
ps. IPSE DIXIT
una volta per uscire con me saresti venuta anche su una montagna di PATTUME, ora neppure un caffé mi concedi?
firmato: il micino
venerdì, 28 novembre 2008,10:56
sera stellata.
quattro ragazze, strette nei cappotti, rossetti lucidi.
tutti in fila per entrare all'inaugurazione del momento.
un trucco, uno sguardo, e si entra.
colori,amiche, luci e champagne.
e poi un messaggio,
uscire,
e ricevere una telefonata.
e guardare incredula in tutti gli angolini.
alla ricerca di un sorriso furbetto.
il resto,
lo sa solo l'Arno luccicante.
on air,
Ivan Graziani,
Ballata per quattro stagioni
Primavera che sbocci fra i fiori e i colori ed annulli nei raggi di un sole insicuro l’umidore muschioso attaccato a quel muro e le bocche gelate dei portoni di ferro.
E cantando nel vento, più tiepida rendi la pioggia d’aprile che accende di verde le persiane e i cortili rende simili a laghi a specchi di latta fra barattoli e stracci.
E l’amore tu porti innocente e distratto come un magico frutto.
Ballata, ballata per quattro stagioni ormai morte da tempo.
E avanti all’estate che ti prende alle spalle e non dà tempo per dire "Accidenti che caldo!" che già ti rigiri nel tuo letto bollente fra le lenzuola bagnate dai tuoi mille pensieri.
E ben venga l’estate, col sole che picchia a martello negli occhi e fa un cielo più basso di un deserto di pietre dove ronzano mosche in tondo senza alcuna ragione.
E nascosti nell’erba mi hai dato l’amore e il tuo primo dolore.
Ballata, ballata per quattro stagioni ormai morte da tempo.
E avanti all’autunno, così tenero e sfatto come un volto di donna che ha dato ormai tutto senza chiedere nulla, soltanto il bisogno di esistere ancora nei sogni di un uomo.
Ormai il nostro amore è come un bimbo malato che non ha più respiro, non può esser guarito singhiozza nel vento di un grigio novembre che affonda pian piano in paludi di nebbia.
E un ricordo soltanto anche se breve i tuoi seni bianchi come la neve.
Ballata, ballata per quattro stagioni ormai morte da tempo.
E avanti all’inverno con le mandorle e i frutti mangiati nell’ombra di una stanza proibita fra l’odore dolciastro dei fichi seccati e le paste di crema ormai tutte assaggiate. Mentre di là nella sala si gioca alle carte coi volti infuocati ed i nasi paonazzi e le bocche allargate a masticare canditi e gli occhi annacquati dal vino bevuto.
Ed io ucciso di noia sto’ a contare le ore pensa un po’ che Natale.
Ballata, ballata per quattro stagioni ormai morte da tempo.